requiem for a dream
 giovedì, 05 novembre 2009 • 15:26 • commenti


da quando ho ripreso il blog (e ripreso è una parola grossa, visto quanto lo aggiorno) ho voluto lasciar fuori il più possibile la F1 dai post. chi mi legge da anni immagino ricordi le righe spese a riassumere gare e a parlare di gossip motoristici, righe che interessavano probabilmente a due, tre persone; e, rendendomene conto, già su merrygoround tentavo di limitarmi. ma la mia vita non è che comprendesse molto altro ai quei tempi – e il mio diario ne è specchio fedele, il 2007 se non è horrors, black wire e cavernicoli è gare, gare, test e ancora gare – così anche il numero di entries è diminuito, finché non è crollato miseramente, e ho deciso di chiudere bottega.
forse qui ho deciso di limitarmi anche perché la F1 non è più la priorità del mio tempo libero; ovvio, dovessi ancora svegliarmi alle tre e mezza di notte per una partenza alle quattro lo farei (a proposito, i miss you real australia kthxbai), ma se due anni fa nei weekends dei GP asiatici/oceanici non uscivo né il venerdì né il sabato per essere fresca e reattiva un’ora prima delle prove e della gara adesso non ci penso nemmeno, arrivo a che ora arrivo, dormo quello che devo dormire, e mi piazzo davanti alla tv a due minuti dal via.

tutta questa premessa perché:
perché oggi devo parlare di F1.
perché è di ieri la notizia che la toyota il prossimo anno non ci sarà e, beh. sono stati la mia squadra per quattro anni, devo pur dire qualcosa.

niente più touyouta quindi. niente più simpatici umoristi. niente più macchine imbarazzanti, niente più bestemmie alle strategie inspiegabili, alle gomme sbagliate, alle partenze come cazzo ci pare, alle prove alla cieca. niente più otto settaggi diversi a weekend, con i piloti ultimi a sapere dei cambiamenti. niente più ribaltoni di dieci file in griglia da una gara all’altra. niente più interismi, niente più speranze disattese, niente più proclami di vittorie che si sa già che non arriveranno. niente più sospiri e alzate di spalle, niente più ecco, adesso lo passano, ecco, mi pareva strano.

ma niente più dita, gambe, braccia, occhi incrociati, niente più sorrisi ebeti per una buona qualifica o una buona gara, niente più occhi a stellina per dei giri perfetti, niente più urla liberatorie per una pole, niente più samba per un podio. niente più toyotaboyz, niente più yama-san a saltellare per il garage, niente più pashquale, niente più ralfo sempre nei nostri cuori, niente più jarno+timo=LOVE, niente più jarno+timo+kamui=LOLZ.
yama-san, che ci credeva più di tutti quei tromboni europei messi assieme, e che in lacrime nella sequenza di foto di ieri mi ha stretto il cuore.


è solo motorsport, ma una menzione era doverosa. e se jarno, timo e kamui non sono al via il prossimo anno mi dò a tempo pieno al rally.




il mio regno per un moment
 martedì, 20 ottobre 2009 • 18:19 • commenti


e una borsa dell'acqua calda.
no, really. dopo vado su ebay a vedere se ne vendono di carine. chissà se come per i bento esistono pure dei forum in proposito?
scommetto di sì.

e niente. le mie odierne precarie condizioni fisiche mi mi relegano in cameretta e, come al solito, quando ho ore di tempo libero mi si spegne il cervello e non combino niente.

forte anche di un paio di set nuovi, ho revampato un po' myspaz (quello serio, non quello da poser, anche se con il secondo potrei pensare a una carriera da modella di passam- cioè, di band merch) ma ormai il vecchio tom non se lo fila quasi più nessuno. almeno in italia, all'estero anglofono, e soprattutto oltreoceano, le cose sono un po' più vive. fra gli speis degli americani è tutto un fioccare di commenti, nuove foto, nuovi blogs; e mi sta seriamente venendo voglia di fare un corso da make-up artist o di imparare qualcosa dell'ambiente fashion-glamour. tanto, mandano pure le bidelle alle sfilate.

inoltre, nonostante sia fuori dal giro da un bel po', da quel che posso vedere continua ad essere tremendamente difficile emergere come fotografo musicale. forse più di prima. con la crisi galoppante già prima era quasi impossibile farsi pagare - a meno di non essere: a) qualcuno con esperienza e pubblicazioni pluriennali; b) qualcuno con più faccia tosta che capacità; c) figlio dell'amico della nonna di; figuriamoci adesso.
(e tralasciamo il punto b che è qualcosa che continua ad essermi totalmente estraneo)
però in un certo senso posso capire i giornali: certe cose che ho visto pubblicate sono veramente imbarazzanti.
quando si capita in discorso, ricordo sempre un episodio da un rolling stone dell'anno scorso. un servizio fashion agli editors seguito da una pagina per metà recensione di un concerto a cui ero stata anch'io, per metà foto di quel concerto. come ho detto c'ero, avevo il photopass, e avevo passato la settimana successiva a bestemmiare come mosconi perché le foto mi erano venute pessime, tanto da non volerle vedere se non per il minimo sindacale di 'conversione RAW-JPEG - cerchiamo di salvare il salvabile con un po' di ritocco - eventuale taglio - ridimensionamento - check dei collegamenti online'. quindi, tornando al giornale, dopo averlo aperto sull'articolo e aver sbavato abbondantemente sull'urbano in giacca e camicia, ho girato pagina e - mi sono cadute le palle.
perché la foto di accompagnamento alla recensione era peggio delle mie.

non mi ergo a guru, ma sono quattro anni ormai che scatto e credo di avere imparato qualcosa. non avrò tecnica né linguaggio scolastici ma quando calano le luci e comincia un concerto capisco subito quale ISO settare e con quale priorità cominciare, se vale la pena usare il flash oppure lo zoom, dove inquadrare, chi e cosa inquadrare. ormai non taglio quasi più le foto, cosa che fino a un anno e mezzo fa facevo regolarmente.
poi certo, ancora non ho idea di come funzioni uno studio.
e sono la prima a dire che mi dovevo/devo dar più da fare in termini di promozione. non mi sono mai spinta granché, postavo le cose su qualche myspace, su qualche forum, poco altro, e più di qualcosa l'ho anche lasciato perdere per pigrizia (malheureuse). però è anche vero che chi vive in una grande città, o in una città con una scena musicale attiva e non spocchiosa ha molte più possibilità.

scena musicale non spocchiosa: altro paio di maniche. sì perché, paradossalmente (o forse no), le delusioni più grandi arrivano dagli artisti. hanno tanto da scrivere, i dispensatori di consigli, fai le foto ai gruppi spalla e passagliele, se gli piaceranno quando torneranno nella tua città ti richiameranno.

UN EMERITO CAZZO.

ho perso il conto delle volte che mi sono vista recapitare degli sterili grazie, quando si degnavano di mandarmelo; e di quelle in cui mi sentivo, più che accettata, sopportata.

tornando a myspace, una bella novità di questi giorni di riscoperta fotografica è lei. vale un po' il discorso della grande città, ma. scatta da dio. foto originali, con un editing che mi piace (contrastato e stradesaturato), e.. se a 24 anni, in italia, ha più di qualche copertina, c'è speranza.
poi oggi ho approfittato anche per aggiornarmi su gente, semicelebs e fotografi che non seguivo da una vita: oltre ad aver ripreso gli occhi a cuoricino per qualsiasi cosa faccia la monumentale ami (♥) ho riappurato che DANNY NORTH CAGA IN TESTA AD ANDREW KENDALL.

venerdì this city & baffo.
se ci arrivo, a venerdì.




wednesday
 venerdì, 16 ottobre 2009 • 18:12 • commenti (4)


dall'altroieri ho un freddo della madonna.
dall'altroieri vivo attaccata al termosifone.
dall'altroieri mangio e dormo troppo.
dall'altroieri ho un sacco di capelli in meno.
dall'altroieri dovrei essere incazzata come una biscia ma stranamente vedo solo il lato positivo delle cose.
dall'altroieri dovrei cercare (non trovare, cercare) un senso alla mia vita ma continuo a rimandare.

perché le cose alla fine non vanno troppo male.



ps: vorrei sposare marco travaglio. thing is, visto quanto tempo passa a scartabellare la vita di berlusconi&co (e c'ha pure un giornale adesso) la vita coniugale sarebbe ridotta al lumicino. ergo, a malincuore, continuerò a limitarmi ad adorarlo da lontano.




we hang around
 domenica, 04 ottobre 2009 • 13:07 • commenti (1)


sonno della madonna.
l'accoppiata venerdì-sabato night out + suzuka non fa bene al mio fisico. a quello psichico un po' di più, dato che ne è valsa abbastanza la pena (leggi jarno secondo sia in prova che in gara, e nonostante sarebbe bello se vincesse ogni tanto, di questi tempi va più che bene così), ma anche qui c'è un piccolo rovescio della medaglia visto che, appunto perché mi stacco dalla tv tutta felice, col cavolo che riesco a tornare a dormire.

ieri sera fino all'una è stata una buona serata. un po' di esasperazione nel mettere dischi per una pista vuota (e quando dico vuota significa vuota, finito il concerto c'erano tre persone sedute a un tavolo poi più neanche quelle) ma ho potuto sia mettere delle idiozie che provare un po' di cose in ottica djset futuri, poi c'era un po' di gente nuova, poi ho chiacchierato di tatuaggi e capelli come simbolo del disagio psicologico, quindi sì, è stata una buona serata. fino all'una e mezza appunto, poi è passata mia madre che sembrava si stesse portando appresso uno dei soliti casi umani che affollano cavana e mi è preso male. così, inviperita, sono tornata a casa, ho mangiato un pezzo di pizza che non ho digerito, ho bevuto mezzo litro di camomilla che non mi ha fatto fare plin plin e sono andata a letto. dormire ultimamente è un altro paio di maniche, ma ce l'ho fatta con relativa facilità (relativa alla quantità di caffé che ho bevuto dalle cinque del pomeriggio per ripigliarmi dall'early morning).
cosa positiva delle tre di notte: l'altroieri avevo scritto ai miei ammmori estivi this city per le foto che gli avevo fatto al magnolia, e mi hanno risposto (cazzo di evento per i miei standard con i gruppi inglesi), e me le hanno linkate sul blog. sul loro speis mentre spammavo ho poi scoperto che aprono per IL BAFFO a fine mese, quindi ARERWHSDKSJDHGVSWJSNJKIH!!!!11!11 abbastanza spazz, sì.
(regalatemi il bassista)
(tanto per cambiare)

ultima cosetta, aziendalismo domenicale:

www.gruppotetris.org
domani ricomincio a studiare.
vado a dormire, va'.




appunti per ottobre
 domenica, 27 settembre 2009 • 11:57 • commenti (4)


1. darci un taglio col montenegro.
2. comprare un burqa.
3. cercarsi un moroso o pseudo tale, per evitare momenti di frustrazione che poi portano alla necessità dell'oggetto del punto 2.
4. prima di fare danni, contare fino a dieci.

ieri a muggia non c'era granché di gente, però mi sono divertita lo stesso. nonostante per la prima volta fossi salita sul palco senza il placebo della birretta (subito finito di suonare dovevo schizzare al tetris, quasi mezz'ora di superstrada e potenziali posti di blocco ogni mezzo chilometro - ovviamente non ho visto una macchina una), e ci fosse vento, e dopo i primi dieci secondi timpano e ride fossero crollati
poi mi sono incazzata come una biscia a cercare parcheggio per andare al tetris, così mi sono vista solo gli ultimi cinque minuti dei the secret e quando hanno finito ero ancora in fase adrenalinica, così sono rimasta con un po' di amaro in bocca (letteralmente, come mi ha poi fatto notare qualcuno).
messi pochi dischi, ma faceva un caldo allucinante e dentro non c'era nessuno.
fuori invece c'era tantissima gente, molti conosciuti, moltissimi già visti, diversi mai. c'era ste, cristodìo ste, che l'ultima volta che l'ho visto sarà stato un anno fa! ero in estasi, un po' alclica a dire il vero, ma sempre estasi perché mi mancava tantissimo. maledetto.
poi boh.
bello che la gente mi regala le magliette.
devo farmi un altro cazzo di tatuaggio.




cattivo umore ep.#37907
 giovedì, 24 settembre 2009 • 22:23 • commenti (1)


più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto la mia vita sentimentale sia completamente inutile.
il problema è che, appunto, passa il tempo, mentre io continuo ad avere la mentalità della sedicenne da una e via. mi piaci/ti piaccio/ci divertiamo oggi/domani magari anche/niente legami.

niente legami.
una bellissima cosa quando si ha vent'anni, un po' meno quando si va per i ventisei.

un altro problema è che sono un tantinello troppo picky. già la mia vita si è appiattita notevolmente in questo ultimo anno, conoscenze nuove col contagocce e quelle libere quasi tutte sotto il livello di guardia, ma mi rendo conto che anch'io non mi rendo la vita facile. e questo no, e questo no, e questo no, e questo no.
la mia psicanalisi sprint mi ha detto a suo tempo che non avevo voglia di dar via troppo di me stessa e/o prendermi troppe responsabilità, oltre che dipendere troppo dal giudizio di altri. anni dopo, mi guardo allo specchio e sono ancora perfettamente d'accordo.

dovrei cambiare, lo so. chissà se ce la farò.

e non credo assolutamente a mia madre che mi dice di non preoccuparmi, che arriverà, che meglio soli che trovarsi un cretino e blabla.
manco se me lo giuri, mum.
e poi le storie di merda ti fanno il pelo sullo stomaco. vedi quanto male sono rimasta l'anno scorso per, oggettivamente, una cagata pazzesca degna della migliore liceale.

rileggo il post di quest'estate (ale, regina del celebritàhahahahah XD) e sorrido.
si vede che sta arrivando l'autunno.




 giovedì, 17 settembre 2009 • 21:28 • commenti (1)


ho finito di cenare più di un'ora fa ma ho ancora ogni singolo quarto di pomodoro che mi saluta dalla bocca dello stomaco. è tutto il giorno che sono sottosopra, mi sa che devo disintossicarmi un po'. da cosa sinceramente non so, visto che mangio come un cazzo di uccellino, ma in effetti questi ultimi tre giorni sono stati la fiera del fingerfood casalingo, del riso in busta e del fritto. l'ultimo, courtesy di mio padre che l'altroieri torna a casa con otto polpette e otto supplì (quelli fritti, quelli pesanti, quelli... ho già detto fritti?), che con una delle prime e uno dei secondi ti fai la cena.
poi sono esausta. due settimane di studio quasi ininterrotto, e alla terza ho cominciato a subirne le conseguenze: è da ieri pomeriggio che non apro un libro, so che domani ricomincerò ma non mi sento affatto ritemprata. non mi sembra di aver staccato nessuna spina.
poi ovvio, se non sto tanto bene entro subito in mood fastidioso e sono intrattabile con tutti.
passerà.

cercheremo di farlo passare con due concerti: lunedì 21 in sv. anton (piazza s.antonio) nell'ambito di un concerto per la pace assieme a trust no 1, king bravado e limes questi ultimi in particolare da checkare su myspaz se vi piacciono arctic monkeys e compagnia (myspace.com/ilimes). sono gggiovani, bravi assai, poi sono amici miei, e questo è già una garanzia :D
sabato 26 invece suoneremo a muggia, ma sinceramente non ho ancora ben capito il come e il cosa, quindi per non dire vaccate non aggiungo altro.

ho le dita che mi prudono per fare qualcosa, qualsiasi cosa, che sia scrivere, far foto, fare icone.. fare.
peccato che ogni volta che mi metto qua davanti sparisce tutto.




indieamarcord
 sabato, 05 settembre 2009 • 11:02 • commenti (7)


i metric mi stanno piacendo più del dovuto.
anche i ministri.
i kings of leon che mi diventano famosi sono uno dei misteri di quest'anno. grande quasi come quello dei mando diao, dico quasi perché non li batte nessuno, da emeriti quasi sconosciuti ad arene in germania e mille tours. ancora me li ricordo con paralyzed, vedevo il video e mi chiedevo chi fossero sti sfigati che cercavano di fare gli strokes e i vines in un colpo solo, e gli veniva pure male.
vabbé, adesso timma lavora con loro, non posso sputtanarli troppo. però il fatto che a marzo ci ho messo mezz'ora (di orologio) per capire che erano loro a suonare e non il supporto credo sia abbastanza emblematico.
detto questo, a novembre li vado a vedere, non fosse altro per salutare timma.
poi, sono tornati i jet.
prossimamente mi tapperò il naso e mi sentirò gli arctic monkeys.
i dead weather invece, no loro non ce la posso fare. jack lawrence o meno.

in altre news il djset dell'altra sera a posteriori è andato molto bene, iron maiden, guns, metallica e tamarranza sparsa niente male. i serpenti poi, idoli, li voglio troppo a capodanno.




near disaster
 mercoledì, 26 agosto 2009 • 15:22 • commenti


ieri sera lo spritz del bar merda ha rischiato di farmi scrivere cose della cui esternazione oggi mi sarei pentita (nonostante qua leggiamo le cose in tre, me inclusa).
ma evidentemente sotto sotto un po' di bene mi voglio, e così il blog si è aperto su un niente di nuovo.

ieri ero all'università, piena di buoni propositi.
si devono essere persi, perché già oggi li sto cercando.
vabbé, oggi andata così, giornata anche no, domani è un altro giorno domani si vedrà.

vorrei ricominciare a scrivere.
vorrei fare un sacco di cose.




gitah
 martedì, 18 agosto 2009 • 11:31 • commenti (2)


okay, le ferie sono finite.
dovrei ricominciare a studiare.
perché allora me ne sto qui a non fare una sega?

faremo, sì. intanto, si fa un punto della situazione.

ultimi whereabouts? oltre all'onnipresente mare (sono tornata fan del marroncino, remind me where i've been all this time please?) mercoledì-domenica ero a BERLINO, gomez + pearl jam scusa per ottocento chilometri a piedi fra isolati locali e musei. ho fatto a malapena cento foto, non molte per quattro giorni ma direi abbastanza per i miei standard.. vedrò di riesumare flickr, che non esiste che le metta su facebook, utile solo per a) test stupidi, b) showoff di cultura musicale e indiechicchespocchiose alla lista di amici, c) FARMVILLE (minchia sono veramente drogata di quella roba).

berlino è meravigliosa. le manie di grandezza dei tedeschi la rendono un po' difficile da fare a piedi, e se ci tornerò un'altra volta prenderò una bici.

tappe obbligate.
porta di brandeburgo (con la strada mezza chiusa per l'atletica), checkpoint charlie, potsdamer platz, kreutzberg e centro sociale.
highlights: la donna con il badile nella piazza dietro alla fernsehturm e l'uomo vestito da coniglio fucsia all'una e mezza di notte in hauptbanhof.

musei.
tappa obbligata il pergamonmuseum, che si presentava come figata ma oltre ai miei nerdismi senza speranza sulle tavolette vicino-orientali, l'highlight è stato una specie di porta-giornali dell'ala islamica (seriamente, credo fosse un porta corano). tenendo conto che c'erano la ricostruzione dell'altare di pergamo, quella della porta di ishtar, mostre su dioniso e il vino, è quasi superfluo dire che sono uscita un po' delusa.
prima del pergamonmuseum, vista la fila devastante che ci si presentava davanti, abbiamo fatto un salto - per modo di dire dato che l'ho visto tutto, angolini per le scope compresi - all'alte nationalgalerie, aka la national gallery crucca, dove a parte per la sala degli impressionisti e un paio di statue di canova piazzate a tradimento mi sono annoiata a morte.
tutto questo era successo giovedì. il giorno dopo siamo stati al museo della scienza e della tecnica, che da fuori non sembra ma è immenso, e dopo quattro ore di barche navi turbine aerei modellini eccetera abbiamo alzato bandiera bianca passando l'ala spectrum, con i giochini fisici matematici e astronomici (immagino, non ci sono stata, ergo non lo so). highlights, i pionierismi del cinema con i vari zoetropes, taumatropi & co (e un cortometraggio di edison veramente truce sulla decapitazione di mary stuart) EOVVIAMENTEILPIANODELLEMACCHINEFOTOGRAFICHE ♥
sabato abbiamo passato tutto il giorno a far fila per il concerto, così domenica è stato il giorno del DDR museum che è love totale. fra filmati, ricostruzioni, divani, pentole per le casalinghe disperate della germania est, balli improbabili, dischi atroci, vestiti di nylon, bambole punk, macchine del caffé e trabant, sono venuta via con gli occhi a stellina.

concerto.
premessa: o sono io che sono abituata male, leggi concerti con al massimo mille persone, o i fan dei pearl jam sono malati. siamo arrivati fuori dal posto che ancora adesso non mi ricordo come si chiama che non erano neanche le undici ed era già pieno di gente. fino alle due tutto blando, poi ci hanno spostati indietro per transennare e si è cominciato a respirare di meno. dalle quattro, tutti in piedi senza apparente motivo, cosa tipica di ogni concerto dal medio in su (mi ricordo le due ore passate in piedi senza quasi spazio vitale fuori dal'alcatraz), e sono in pratica riuscita a sedermi solo quando il pogo devastante mi ha sbattuta fuori dal prato: più o meno alle otto e mezza.
sto diventando vecchia.
gomez: adorabili. con un tom gray che sale sul palco con una maglietta azzurro fastidio e una camicia verde ociodesoto (cit.) e un sorrisone che è durato tutto il set non potevano non esserlo. poi, mi sono un po' innamorata di ian ball, e ben ottewell mi ricordava un po' mister bradfield. musicalmente, io ovviamente mi ricordavo solo di bring it on, quindi era come se non li conoscessi; e basti sapere che se un giorno ripasseranno di qui li andrò a vedere. di corsa.
pearl jam: pazzeschi. oltre al colpo d'occhio di tredicimila persone che facevano fingerpointing, battevano le mani e saltavano e a quello d'orecchio di intere canzoni cantante, mammamia che roba. due ore e quaranta con pochissimi momenti scazzo, e solo nelle ultime tre canzoni la voce se n'era andata. non so se tornerei a vederli, non sono il mio gruppo preferito e lo sbattimento non mi vale la pena, ma.. che roba.

by the way, internet non mi è mancato per niente. anzi, mi ha fatto tornare voglia di iniezioni di faccia da culo.




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